Riflessioni raccolte con Giuseppe Cingolani
 
Immagine n. 1
Pianta del Fontana (1569)
In questa prima carta storica del Fontana dedicata all’Ill.mo Duca D’urbino non c’è quasi traccia d’insediamento nella zona dove sorgerà il quartiere Archi.
Si scorge solo lo strapiombo delle rupi che si affacciano direttamente sul mare, senza alcuna strada e tutta la zona è ben isolata dalle mura cittadine.
L’unica strada è quella “a monte”, quella che sale verso la porta di Capodimonte, unico ingresso carrabile (percorribile cioè con le carrozze) della città, dove si scorge anche l’omonimo baluardo e la fortezza.
 
Immagine n. 1
1 Fontana - 1569 OK
 
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1 crop
 
 
 
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Immagine n. 2
Pianta della Città d’Ancona del De Giardinis (1745)
In questa mappa della metà del XVIII secolo si può scorgere solo il Lazzaretto, recentemente edificato, che appare ben isolato dalla città per assolvere alla sua funzione di lemocomio e di quarantena per persone e merci.
Non c’è segno né della Strada Nuova (quella che diventerà col tempo la Strada Pia, la via degli Archi e poi Via Marconi), né Porta Pia, non ancora aperta.
Nella zona dove sorgerà il quartiere s’intravedono ancora solo le rupi a strapiombo sul mare.
 
Immagine n. 2
2 De Giardinis - 1745 ok
 
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Immagine n. 3
Pianta della Città e Porto di Ancona (1790)
Nella mappa del 1790, si hanno le prime tracce del quartiere Archi conseguentemente all’apertura di Porta Pia.
È interessante notare l’interramento e lo spianamento sotto le rupi per realizzare la Strada Pia (l’attuale via Marconi) con le relative mura di protezione.
Si scorgono le prime tracce anche del Molo Sud, che apppare come una lunga scogliera per difendere il Lazzaretto dai marosi e proteggere il porto.
 
Immagine n. 3
3 pianta del porto di Ancona - 1790 ok
 
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Immagine n. 4
Plan del la Ville, Du Port (1810 ca.)
In questa cartina s’intravede il primo palazzo degli Archi, costruito nel 1790 e la Strada Nuova (l’attuale via Marconi).
 
Immagine n. 4
4 Plan de La Ville Du Port 1810 c.a ok
 
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Immagine n. 5
Pianta Topografica della Città e del Porto di Ancona (successiva al 1835 ca.)
Qui la Strada Nuova (l’attuale via Marconi) è ben visibile: vi sorgono vari edifici ed è anche registrata la costruzione della vecchia chiesa del Crocifisso (edificata nel 1835).
Ai lati della chiesa s’intravedono anche due ampi piazzali, detti Campo Marte, probabilmente destinati alle esercitazioni belliche. In corrispondenza di quello più a nord, quello più prossimo alla stazione, è stato poi costruito il gasometro.
Si possono distinguere anche la via San Giovani in decollato, l’attuale discesa del gas, e il sentiero che attraversa le rupi.
Dopo la II Guerra Mondiale la vecchia chiesa del Crocifisso è stata rasa al suolo invece che ricostruita perché gli alleati avevano bisogno di spazio per depositare i mezzi militari che giungevano al porto d’Ancona, prima di convogliarli alle nuove destinazioni.
Nella barriera a protezione del Lazzaretto (l’attuale Molo Sud) s’intravede un’apertura che permetteva alle barche di uscire dal Porto Mandracchio senza fare il giro dell’intero molo.
 
Immagine n. 5
5 Pianta 1830 c.a. - 1830 circa ok
 
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Immagine n. 6
Piano d’Ancona e d’intorni (1860-61)
Il questa carta più recente s’intravede bene il quartiere (allora detto Borgo Pio in onore di Papa Pio VI che ne aveva spronato la costruzione alla fine del ‘700).
Questa carta registra l’apertura avvenuta nel 1847 del viale alberato con vista sul mare della Strada Pia, (l’attuale via Marconi), dove si accedeva ai vari stabilimenti balneari.
 
Immagine n. 6
6 Piano dAncona e dintorni - 1860 - 61 ok
 
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Immagine n. 7
Pianta della Città e Porto di Ancona del Vallardi (1865)
La Strada Nuova, detta anche Strada Pia (l’attuale via Marconi) è registrata in questa mappa come Strada degli Archi, che era un lungo viale alberato. Si distinguono bene il gasometro e la chiesa del Crocifisso.
Il passaggio a livello (gli anziani lo chiamavano il “passa-a-livello”) regolava l’accesso alla Strada degli Archi quando arrivava il treno dalla valle del Miano, prima della costruzione del cavalcavia nel 1913.
 
 Immagine n. 7                                                                        Ingrandimento immagine n. 7
7 Vallardi - 1865 circa ok
 
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Immagine n. 8
Pianta Topografica della Città di Ancona del Feroso (1883)
Questa pianta è interessante poiché si distinguono bene gli stabilimenti balneari. Vi si accedeva da Via Marconi, che allora era un bel viale alberato dove gli anconetani amavano passeggiare, e si affacciavano su una fetta di mare che oggi non esiste più poiché interrato dai lavori di ampliamento del Molo Sud.
Guardando la mappa, il primo a sinistra è il famoso stabilimento Marotti*, mentre il secondo è il Marinelli, che si trovava poco più a nord.
Via Nazionale (uno dei tanti nomi con cui nel corso degli ani è stata chiamata via Marconi) è affiancata da via Gasometro (l’attuale via Mamiani), mentre all’interno sono fiorite molte case, viuzze e vicoletti poi demolite dai bombardamenti degli alleati. “Sembrava una casbah” ricorda Giuseppe Cingolani.
Sotto le rupi era stato ricavato un deposito da una caverna, che ancora oggi è zona militare.
Sembra che il passaggio conducesse fino all’interno di Cittadella.
L’oleodotto che partiva dal Molo Sud arrivava fin dentro questa caverna, mentre un’altra ramificazione andava verso nord, verso Falconara, dove c’era un altro deposito.
Le navi attraccavano al Molo Sud e scaricavano l’olio nell’oleodotto.
 
*per approfondimento sugli stabilimenti vd Messaggero Ancona 27/06/2013
volume occhiodoro – volume I – pg. 118
 
Immagine n. 8
8 Feroso - 1883 ok
 
Ingrandimento immagine n. 8
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Immagine n. 9
"Ancone”, dipinto del Gueston (successivo al 1840 circa)
In questo dipinto si può vedere lo stabilimento balneare Dorico (sorto pochi anni dopo quello di Viareggio del 1828, primo nell’Adriatico).
Si vedono anche le “pesche”, ossia le reti appese con la classica forma quadra.
In questo dipinto emerge la bellezza del quartiere Archi, con la piazza e il viale alberato dove la gente passeggiava.
 
Immagine n. 9
9 Ancone - A. Gueston ok
 
 
 
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Immagine n. 10
Pianta della Città di Ancona del Fogola (1907)
Alla Mole, prima collegata alla terraferma da un unico ponticello, è stato ora aggiunto il ponte ferroviario, che sembra creare grande prossimità, grande vicinanza tra il quartiere e il Lazzaretto.
 
Immagine n. 10                                                               Ingrandimento immagine n. 10
10 Fogola - 1907 ok
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Immagine n. 11
Dipinto del Dufour (metà ‘800 ca.)
Questo disegno ci restituisce molto bene l’ingresso monumentale alla città attraverso Porta Pia e la vivacità del porto dorico.
 
11 Dufour ok