La creazione di una Mappa di Comunità è un processo complesso e strutturato che prevede un lungo periodo di lavoro sul territorio.
Nel nostro caso, il percorso per la realizzazione della Mappa degli adulti è durato un anno (per quella dei bambini vd link http://www.mappadicomunita-ancona.org/joomla/2013-09-20-09-33-18/diario-di-bordo), comprensivo sia dei laboratori urbani coi cittadini, sia delle necessarie fasi di start-up, organizzazione e pianificazione delle attività da parte dello staff di progetto, dello studio del contesto territoriale e delle attività di comunicazione finalizzate al coinvolgimento dei partecipanti e alla divulgazione dei risultati.
 
03 gennaio 2013
Lo staff di progetto è convocato nella sede dell’ANOLF per il primo incontro ufficiale.
Attorno al tavolo siedono i membri del comitato scientifico (ossia i professionisti che vigileranno sempre sulla pertinenza del lavoro svolto rispetto alla metodologia della Mappa di Comunità e che proporranno gli indirizzi operativi generali), del comitato tecnico (i professionisti dotati di un certo know-how che dovranno di volta in volta valutare come-fare-cosa), le varie figure organizzative ed amministrative che si occuperanno delle procedure burocratiche, contabili e della gestione dei volontari ecc, e chi si occuperà dei laboratori, della comunicazione, della gestione del sito e di tutti gli eventi finali.
 
Gennaio - Febbraio - Marzo 2013
I primi mesi sono dedicati all’avvio delle attività, alla pianificazione e all’adempimento di tutti gli impegni burocratici richiesti dal progetto finanziato dal Ministero, nonché allo studio approfondito del contesto territoriale.
Viene compilata una ricca bibliografia e raccolto un primo nucleo di materiale iconografico.
Si ricercano carte aeree, mappe catastali, carte storiche per meglio comprendere lo sviluppo del quartiere nel corso dei secoli.
Nel frattempo sono attivati un numero telefonico dedicato, il sito (con ancora solo le informazioni generali e l’invito a partecipare), la casella mail, la pagina Facebook, ecc.
Tra la fine di gennaio e marzo vengono organizzati i primi incontri specifici sul quartiere per promuovere l’iniziativa: il primo è con le famiglie degli studenti della Scuola Primaria “L. Da Vinci”, poi con i rappresentanti delle associazioni di quartiere: Centro H, Libera Comunità in Cammino, Penelope – Donne della Pesca, Alla Salute Onlus… alcune vengono segnalate da Don Davide, parroco degli Archi.
Tutti sposano il progetto con curiosità ed entusiasmo, anche se non risulta ancora chiaro a tutti il percorso da svolgere. “Spiegare” una Mappa di Comunità non è facile.
A febbraio partono i laboratori della Mappa dei bambini presso la Scuola Primaria “L. Da Vinci”.
Agli studenti e a tutte le loro famiglie è sottoposto un questionario per sondare la conoscenza-percezione sui luoghi e i servizi del quartiere.
 
Aprile 2013
Il 19 aprile si tiene il primo incontro di quartiere per la presentazione ufficiale del progetto e il reclutamento dei partecipanti. Tra cittadini e staff sono presenti circa 60 persone.
Nei giorni precedenti, sono stati diffusi in tutto il quartiere con un capillare porta-a-porta il volantino d’invito appositamente predisposto. Grazie al laboratorio della Mappa dei bambini molte famiglie conoscono già il progetto.
Durante l’incontro, Alessandra, coordinatore e referente scientifico della Mappa, e Cristiana, coordinatore della Mappa e presidente dell’ANOLF Marche, l’associazione capofila di progetto, spiegano cosa è una Mappa di Comunità ed illustrano il percorso che ne porterà alla realizzazione.
Giorgio, l’antropologo, espone una sintesi dei dati raccolti col questionario sulla percezione dei luoghi e dei servizi del quartiere già sottoposto agli studenti della Scuola ”L. Da Vinci” e le loro famiglie, e gli altri residenti appaiono molto incuriositi dagli esiti.
Luca, professionista della Comunicazione, mostra ai partecipanti alcuni esempi di Mappe di Comunità e Geoblog per far comprendere meglio cosa significa mappare un territorio in maniera non convenzionale.
Alessia, il mediatore culturale, ed Eleonora, operatrice dell’ANOLF, mostrano al gruppo cosa significhi seguire un laboratorio urbano relazionando anche circa le attività del laboratorio con i bambini.
Accanto a chi si mostra entusiasta di fronte a questa esperienza di cittadinanza attiva, non mancano le voci di chi teme che possa essere un progetto di “strumentalizzazione” del quartiere, di quelli che alimentano molte speranze ma poi presentano pochi fatti.
Si chiarisce subito che la Mappa di Comunità non ha finalità politica, ma nasce dalla gente e si realizza attraverso la gente. Per sua natura, certo, essendo l’espressione di una comunità, può facilitare l’apertura di un dialogo con le istituzioni, ma non è questo il primo fine e non devono crearsi false aspettative.
Questo dubbio rimane in stand-by. Dovrà passare ancora qualche mese perché sia completamente fugato.
Tra aprile e maggio prosegue inoltre la full-immersion del laboratori per la Mappa dei bambini.
 
Maggio 2013
Il 24 maggio prende il via il laboratorio adulti per la realizzazione della Mappa di Comunità.
Appuntamento al Centro H che offre una bella stanza spaziosa. Tra lo staff regna una bella emozione. I partecipanti accorrono numerosi. Oltre ai rappresentanti delle associazioni del quartiere, ci sono molti residenti vecchi e nuovi, e anche alcuni non-residenti, legati affettivamente al quartiere o desiderosi di vivere una esperienza di cittadinanza attiva.
Il lavoro col gruppo inizia con una riflessione attorno ai luoghi del quartiere.
Vengono poste delle domande:
- quali sono gli elementi che rendono il tuo quartiere unico, diverso da tutti gli altri?
- cosa è più importante per te nel quartiere?
- se dovessi descrivere il tuo quartiere come fosse una cartolina per un amico lontano, come lo descriveresti?
Da subito viene ribadito che non ci sono risposte sbagliate.
Emergono immediatamente molte informazioni cui va dato un ordine, un criterio organizzativo.
Per meglio gestire i contenuti si organizza quindi il lavoro in tre macro tappe di analisi, come fossero lenti specifiche con cui guardare ogni luogo da mappare:
  • IERI: per valorizzare la memoria storica dei luoghi e la loro radice culturale;

  • OGGI: per riflettere sul presente e sui bisogni del quartiere;

  • DOMANI: per mettere in luce le speranze e le necessità della comunità e per disegnare il quartiere di domani.

Parallelamente vengono organizzate anche delle interviste individuali per far emergere eventuali contenuti specifici e soprattutto per valorizzare il contributo delle “persone risorsa”, considerate preziose fonti di conoscenza del quartiere.
 
Giugno 2013
Prosegue il laboratorio degli adulti.
Negli spazi del Cento H, in un ambiente creativo ed accogliente appositamente allestito con grandi fogli di carta e pennarelli colorati per favorire il brain-storming, continua il confronto del gruppo di lavoro su luoghi da mappare.

Si ipotizzano intanto i primi “output” finali, ossia i materiali e le modalità con cui presentare alla fine la Mappa e il percorso di lavoro.

Tra quelli proposti:

- un portale web che raccolga tutti i contenuti, come una sorta di geoblog che permetta di collegare immediatamente i contenuti ai luoghi.

- una mappa cartacea tipo quelle turistiche che restituisca in maniera immediata la “viva voce” degli arcaroli.

- delle installazioni urbane che diano risonanza al percorso fatto (es. totem, pannelli,ecc…)

- un evento finale per la consegna ufficiale della mappa all’amministrazione, ecc…

Vengono intanto realizzate le prime interviste individuali volte al recupero della memoria locale: agli intervistati viene chiesto di portare 3 oggetti che leghino la persona a specifici luoghi del quartiere.

Giorgio, l’antropologo, propone inoltre la realizzazione di un “inventario di quartiere” organizzato per temi, ossia un grande archivio della memoria locale che comprenda informazioni e memorie che potrebbero non essere incluse nella Mappa, ma che sarebbe un peccato perdere.

Insieme s’ipotizzano quindi i temi, le categorie dell’inventario:

- Storia

- Gastronomia e sapori

- Feste e Tradizioni

- Personaggi

- Mestieri, botteghe e negozi

- Lingue, dialetti, letterature (e canzoni)

- Foto, immagini, iconografia

La cura di ciascun tema viene affidata ad un “esperto locale”, una persona riconosciuta dal gruppo come particolarmente competente in materia, cui spetta il compito di organizzare una prima proposta di elenco, elaborare una sintetica descrizione delle varie voci e coordinare lo scambio di informazioni e materiale tra i partecipanti.

I materiali raccolti possono essere di diverso tipo: racconti, descrizioni, foto e disegni commentati, video, ecc.

Durante gli incontri non mancano le criticità.

Tra queste la difficoltà di far emergere contenuti effettivamente “mappabili” poiché spesso il confronto sui luoghi rimane generale e non si riesce ad entrare nel vivo, a toccare le singole specificità.

 

Per spronare la riflessione, viene quindi proposta una prima ipotesi di categorie dei luoghi:

- Luoghi della storia

- Luoghi della bellezza e del piacere

- Luoghi della fatica

- Luoghi della lontananza

- Luoghi della relazione

 

È questa una tematizzazione del tutto provvisoria, funzionale all’avanzamento del lavoro.

Si chiede a ciascun partecipante di stilare un elenco di luoghi per ciascuna categoria.

Un’altra importante criticità è legata alla stagione.

Molti mappatori nel periodo estivo non possono garantire la presenza per cui viene richiesto di sospendere le attività di laboratorio a luglio e agosto per riprenderle a settembre.

Per non perdere due mesi preziosi di lavoro lo staff decide quindi di concentrare quante più interviste possibili (individuali e di gruppo, come ad es. quella ai pescatori) in questo periodo estivo.

Tali interviste si riveleranno fondamentali per raccogliere un primo straordinario elenco, per quanto provvisorio, dei luoghi da mappare. Nelle interviste, infatti, ciascuno si è sentito libero di parlare dei propri luoghi senza il timore di avanzare al gruppo proposte “sbagliate”, poco condivise.

In questa sede sono emersi i luoghi più intimi e significativi, quelli meno scontati, magari meno conosciuti dal resto della città poiché effettivamente legati alla vita quotidiana del rione o a una memoria storica meno convenzionale (es. la sede, o il campetto, o i palazzi Angelini e Corelli, o Doge, che non è un luogo fisico, ma una persona).

Grande sorpresa anche nel constatare che alcuni luoghi dati per scontati, percepiti dal resto della città come caratteristici del rione, in realtà non sono mai stati nominati dalla comunità degli Archi durante le interviste (es. la Mole Vanvitelliana).

Sempre nel mese di giugno 2013 si sono svolte due iniziative nel quartiere.

Il 4 giugno si è tenuta la Caccia al tesoro con i bambini della Scuola primaria “Da Vinci”, le famiglie e i negozianti del rione.

L’iniziativa è stata concepita come momento di aggregazione e festa per la fine dell’anno scolastico e per la conclusione dei laboratori della Mappa di Comunità dei bambini, nonché per fare una summa-riepilogo di tutti gli argomenti trattati durante i laboratori con gli studenti attraverso quiz e domande a tema.

Il 27, 28 e 29 giugno si è tenuta la “Festa interculturale del riò de j’Archi”, nell’ambito della quale, durante il convegno “Il rispetto è un diritto. Sempre!”, c’è stata una prima piccola presentazione della Mappa di Comunità quale buona pratica di cittadinanza attiva per creare relazione tra le persone appartenenti a diverse etnie.

 

Settembre 2013

Rientrati dai soggiorni fuori città, ripartono le attività di laboratorio, con la bella sorpresa di veder partecipare anche nuove persone che nel frattempo hanno sentito parlare della Mappa.

Al primo incontro, lo staff è felice di mostrare come il lavoro durante l’estate sia comunque molto andato avanti grazie alle interviste realizzate. Al gruppo viene quindi sottoposto un primo curioso elenco di tutti i luoghi “importanti” segnalati durante le interviste.

Tuttavia il bel clima di ripresa viene smorzato da una forte perplessità avanzata proprio da un membro interno dello staff: l’antropologo Giorgio, infatti, solleva la questione del coinvolgimento degli immigrati chiedendo al gruppo se sia stato fatto davvero tutto il possibile per coinvolgerli fin in fondo, dato che, in effetti, a questo punto del lavoro, nel laboratorio adulti la partecipazione dei cittadini stranieri è piuttosto frammentaria e sporadica. Considerando la forte vocazione interculturale del quartiere Archi sarebbe davvero un’occasione mancata per la Mappa di Comunità dover rinunciare ad un loro contributo approfondito.

Il tema del confronto pare scaldare gli animi e si accende un dibattito molto sentito in cui, in effetti, si conviene che è stato fatto tutto il possibile (telefonate fatte, appuntamenti presi, mediazioni avviate, incontri con i rappresentanti delle comunità, ecc), ma che probabilmente non è stato ancora sufficiente. Occorre attivare competenze ancora più specifiche e affinare la rete delle relazioni per vincere le ultime (forse) resistenze verso un progetto difficile da capire che viene percepito come astratto, non finalizzato alla immediata risoluzione delle urgenze del quartiere.

Il comitato scientifico e tecnico decide quindi di organizzare un incontro ad hoc, tipo focus group per affrontare meglio la questione.

L’appuntamento è per il 25 settembre, nel cuore del rione, presso una storico caffè, dove viene servito un ricco aperitivo. Si è deciso infatti di creare un momento di convivialità per discutere su una tematica molto sentita, rinsaldando al contempo il bel clima di amicizia sviluppato durante gli incontri.

L’esito è molto positivo perché emergono proposte, intenzioni e nuovi impegni per tentare di coinvolgere, ognuno secondo la propria rete di contatti, più numerosi cittadini immigrati.

Al contempo, per premiare l’impegno di tutte le associazioni del quartiere che sono diventate importanti compagne di viaggio (quali l’Associazione alla Salute, la Libera comunità in cammino, il Centro H, Archi Vivi, Associazione Penelope, ecc), ognuna secondo la propria vocazione, si è deciso che la Mappa avrebbe dovuto tener conto anche di questa propensione del quartiere alla cittadinanza attiva, mappando fisicamente le varie sedi.

Sempre nel mese di settembre 2013 si è svolta nel quartiere “Archi in festa”, evento organizzato dalla Parrocchia del SS. Crocifisso in collaborazione con l’Associazione Libera Comunità in Cammino quale momento di socializzazione, di condivisione, di fratellanza.
All’interno della festa, in un maxi schermo allestito nella piazza, sono state presentate le prime interviste ai mappatori.
 
Ottobre – Novembre 2013
I due mesi che conducono verso l’inverno, e con esso verso la fine del progetto, sono senza dubbio tra i più intensi perché, finalmente entrati nel vivo del lavoro, ci s’incontra settimanalmente per ragionare fittamente sui luoghi da inserire nella Mappa.
Partendo dai luoghi emersi nelle interviste e da quelli poi proposti dal gruppo, sono stati organizzati in categorie provvisorie, il cui titolo è stato messo a fuoco poco a poco, come ad es.: i Luoghi della Storia potrebbero essere anche meglio detti Luoghi della Memoria così da non sentirci vincolati nella mappatura all’effettivo valore storico-monumentale del luogo? I Luoghi del lavoro, o della fatica, data la quasi totale vocazione marittima, potrebbero essere detti Luoghi della Pesca? E se si, quali dovremmo sacrificare perché non legati alle attività marinare? Ha senso mappare i luoghi del transito, se questi sono percepiti solo come zone di passaggio? Tra i Luoghi della Relazione, è possibile mappare anche luoghi dal valore storico se nel quartiere viene percepito come luogo d’incontro invece che come monumento?
Queste e mille altre domande ci siamo posti strada facendo.
Non solo. per stimolare la riflessione su ciascun luogo mappato è stata predisposta una griglia di domande da cui partire per ragionarci su, come ad es.: perché secondo te è importante questo luogo per il rione? Quale è la sua storia, come si è trasformato nel corso del tempo? Quali sono gli elementi di criticità? Quali speranze hai per questo luogo per il futuro? Ci sono degli aneddoti che lo riguardano che secondo te meritano di essere testimoniati?
E così, luogo dopo luogo, armati di centinai di post-it di appunti e memo spostati tra cartelloni di appunti e ipotesi di organizzazione in categorie, siamo andati avanti in modo molto metodico fino a metà dicembre.
Abbiamo portato avanti anche ulteriori interviste alle “persone risorsa”, quelle che possedevano uno speciale sapere sul quartiere o su specifici argomenti trattati nella mappatura (es. il mondo della pesca, la storia del luogo, gli antichi negozi e i mestieri, le testimonianze sull’impegno civile, ecc).
Nel frattempo, forti del clima di grande collaborazione e partecipazione che si è sviluppato attorno al progetto, si decide di organizzare per la chiusura dei lavori prevista per la fine dell’anno, di organizzare, anziché una semplice presentazione formale ed “istituzionale” della Mappa, un vero e proprio calendario di eventi nel quartiere durante tutto il periodo natalizio. Eventi per tutti, per adulti e bambini, che fossero espressione delle varie forze creative ed attive presenti nel rione, coinvolgendo le vari associazioni.
Il 5 novembre 2013 si organizza un focus group con la partecipazione dell’amministrazione comunale di Ancona, in particolare degli Assessori alla Cultura Paolo Marasca e alla Partecipazione Democratica Stefano Foresi, per capire su quali forze poter contare, tra quelle delle istituzioni e quelle messe in atto dalla Mappa, per realizzare insieme il calendario degli eventi, tra cui quelli tipici del periodo natalizio (concerti, tombolate, ecc), a quelli proposti partendo dalle attività della Mappa (presentazione, incontri, approfondimenti, mostre, animazioni di quartiere, ecc).
L’amministrazione rimane positivamente colpita dalla bella energia messa in moto nel quartiere.
Il 16 novembre viene organizzato un secondo focus group con tutti i partecipanti della Mappa e le associazioni di quartiere per mettere nero su bianco le idee, le proposte, le ipotesi di fattibilità per gi eventi. Stanno fiorendo i progetti di quello che diventerà il ricco calendario di “Natale agli Archi” 2013.
 
Dicembre 2013
Il mese clou di tutto il progetto.
Gli incontri per la definizione e la messa a punto dei contenuti della Mappa vanno avanti fino a circa il 10 dicembre.
 
Si arriva alla sintesi di circa 50 luoghi mappati, divisi in 5 categorie:
- Luoghi della Memoria
- Luoghi della Relazione
- Luoghi della Pesca
- Luoghi della Cittadinanza Attiva
- Luoghi del Gusto
 
Dopo che per ciascun luogo sono stati predisposti i contenuti dai mappatori, lo staff ne ha poi curato l’editing, sistemato la forma. Ciascuna scheda è poi stata sottoposta nuovamente al gruppo dei mappatori per l’approvazione definitiva o per le eventuali modifiche e le ulteriori messe a punto, in modo che tutti i contenuti fossero la reale e completa espressione di quanto emerso nel lavoro di mappatura.
L’ultimo giorno di laboratorio, ci siamo sentiti tutti un po’ smarriti: molto stanchi, certo, considerando che negli ultimi mesi ci siamo visti tutte le settimane, ma ovviamente felici e soddisfatti.
Il gruppo dei mappatori poteva ora prendersi un attimo di pausa (ma solo per poco…) perché la parte di lavoro ancora mancante sarebbe stata portata avanti dallo staff di progetto.
La mappa sarebbe passata in mano ai grafici per essere impaginata, stampata… Il sito andava implementato di tutti i contenuti, le foto ulteriormente selezionate… Andavano inoltre predisposti i manifesti, portata avanti tutta la comunicazione e soprattutto curato l’allestimento dell’Info-Point, il punto informativo che durante il periodo degli eventi finali sarebbe stato il centro nevralgico della maggior parte degli appuntamenti. E soprattutto, punto focale per la presentazione di tutti i risultati della Mappa, sia quella degli adulti che dei bambini.
 
Gli eventi finali e gli allestimenti urbani
La progettazione e la realizzazione degli allestimenti urbani e l’evento finale, previsti nell’ultima fase di progetto, è stata percepita dalla comunità degli Archi (anche quella che non ha partecipato materialmente alla Mappa) come il fiore all’occhiello dell’intero progetto, grazie soprattutto alla grande partecipazione da parte di tutta la città e delle autorità locali.
In collaborazione con le associazioni del quartiere è stato quindi organizzato un cartellone di eventicon 12 iniziative prodotte direttamente dalle attività della Mappa o ad esso comunque collegabili - che ha portato per la prima volta alla creazione di un “Natale di quartiere” similmente a quanto succede in altri quartieri di Ancona, trovando piena collaborazione anche nell’Amministrazione Comunale di Ancona (partner di progetto) per la promozione degli eventi.
Ciò ha creato molta partecipazione da parte dei cittadini e grande attenzione di pubblico sia sul quartiere che sulla città, anche per l’originalità degli eventi.
 
In sintesi, queste le iniziative promosse e realizzate:
 
21/12/2013
Inaugurazione e apertura dell’Info-point di quartiere e del percorso urbano allestito sotto i portici con i 16 totem (ciascuno dedicato ad un luogo emblematico della Mappa di Comunità) alla presenza delle autorità cittadine. Presentazione della Mappa di Comunità al quartiere.
 
21/12/2013 – 06/01/2014
Realizzazione Mostra-Esposizione per la Mappa di Comunità dei bambini: il materiale prodotto come esito dei laboratori nella Scuola primaria “Da Vinci” per gli alunni di tutte le 5 classi (dalla I alla V) è stato esposto dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 (apertura poi prorogata sino al 31 gennaio 2014) presso l’Info-Point di progetto, nel cuore del rione Archi.
 
21/12/2013
Inaugurazione della “Scatola del Tempo” con una cerimonia pubblicapresso la scuola primaria “Da Vinci”.
Si tratta di un baule ermetico dove gli “arcaroli”, i giovani studenti, le varie associazioni di quartiere e molti cittadini hanno deposto i loro doni e messaggi per il futuro. Tante memorie del nostro tempo, insomma, che resteranno sepolta per 50 anni nel cortile della scuola. Dopo l’inaugurazione, la scatola è rimasta aperta dal 21 dicembre al 6 gennaio presso l’Info-Point, dove molti cittadini si sono recati per lasciare il proprio dono per il futuro. La scatola è stata quindi interrata il 6 gennaio 2014 nel corso di una cerimonia pubblica, alla presenza del Sindaco e delle autorità e della città.
Una targa commemorativa esterna, ad indicare il luogo di sepoltura, è stata decorata con un’opera in ceramica donata dall’Ass. Centro H.
 
22/12/2013 – 29/12/2013
“Speed-Date: storie sotto i portici”, un evento-spettacolo di animazione urbana che ha avuto come protagonisti gli abitanti/mappatori del quartiere, con incontri a tu per tu tra gli Arcaroli e la città; un format ludico ideato per far conoscere pezzi di storia insolita del quartiere realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale CDC – Collettivo Delirio Creativo.
 
27/12/2013 – 03/01/2014
“Aconversazione con Giuseppe Cingolani”, originario degli archi, memoria storica di Ancona ed esperto delle tematiche collegate alla pesca, nonché personaggio di riferimento nel lavoro di mappatura del progetto. Il secondo incontro ha coinvolto anche Sandro Censi (anche lui originario degli Archi) che ha messo a disposizione del pubblico il suo ricchissimo archivi fotografico storico sul quartiere.
 
02/01/2014
“Auguri Doge! Il suo messaggio in un racconto a più voci”, un incontro pubblico, tenutosi presso il Centro H, molto partecipato, sulla figura di Don Eugenio Del Bello (detto Doge), il prete-pescatore degli Archi vissuto agli nel quartiere per 50 anni. Una figura chiave nella vita del quartiere, quindi, che ha trovato ampio spazio nel lavoro della mappa di comunità.
L’incontro ha visto anche la testimonianza dell’Arcivescovo di Ancona-Osimo.
 
29/12/2013 – 02/01/2014
“Officine Creative: ri-crea il tuo quartiere”, due appuntamento ludico-creativi per esplorare il mondo dell’arte e giocare a ricreare il proprio quartiere, con dipinti, ritagli e tanto materiale riciclato. Evento realizzato all’interno dell’Info-Point di progetto in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero.
 
23/12/2013 – 30/12/2013
“Giochi senza frontiere”, due appuntamenti ludico-sportivi per le vie e le piazze del rione, rivolti ai bambini del quartiere. Al termine merenda collettiva con specialità dal mondo. Evento organizzato in collaborazione con la Polisposrtiva Antirazzista Assata Sakur.
 
04/01/2014
Presentazione del lavoro di Mappa di Comunità all’Amministrazione Comunale
 
05/01/2014
Presentazione del video documentario “Tracce di sacro”, realizzato dall’Ass.Culture Aid.
Un video sul tema del dialogo interculturale, realizzato dai giovani cittadini del territorio appartenenti a diverse religioni.
Determinate per la buona riuscita degli eventi è stata dunque la scelta di allestire di un prezioso punto d’incontro nel quartiere, l’Info-Point della Mappa di Comunità, volto non solo alla divulgazione di tutte le informazioni sul percorso della Mappa di Comunità, ma anche alla diffusione degli esiti e di tutti i risultati finali, nonché ad ospitare la presentazione ufficiale della Mappa alla presenza delle autorità e gran parte degli eventi finali.
 
L’allestimento dell’Info-point è stato diviso in due sezioni: la Mappa degli adulti e la Mappa dei bambini.
Oltre ai grandi pannelli realizzati in grafica finalizzati a raccontare in sintesi il percorso di lavoro svolto, sono stati collocati nell’Info-Point anche tre monitor per la visualizzazione delle videointerviste ai cittadini e una postazione interattiva (un tavolo multi touch-screen di grandi dimensioni prestato dal Comune di Ancona) collegata al sito di progetto per consentire ai cittadini di sfogliare in diretta il grande “life book” di quartiere.
L’ottimo riscontro di pubblico ottenuto dalle iniziative finali, ha fatto sì che l’Amministrazione comunale si attivasse per prolungare il periodo di apertura dell’Info-Point fino al 31 gennaio 2014