Il parcheggio degli Archi è chiamato anche "dell'ex-gas" poiché al suo posto, fino alla II Guerra Mondiale, sorgeva l’officina del gas, il gasometro, di proprietà di un’azienda austriaca, poi municipalizzata, dove hanno lavorato molti Arcaroli.
Qui il carbon fossile veniva distillato e trasformato in gas, poi utilizzato per i lampioni della città, e carbon coke, destinato invece alle cucine domestiche.
Una curiosità: una volta, quando i bambini avevano la pertosse, chi non poteva permettersi di andare al mare a Falconara, portava i figli a passeggiare vicino al gasometro perché pare che i vapori della lavorazione fossero un toccasana per la "tosse convulsa".
Nell’area ed a lato dell’attuale parcheggio, accanto all’imbocco del cavalcavia, tra gli anni ’70 e ’80, vi era piazzale Borgo Pio, detto “campo nero”, un grosso piazzale per la sosta dei pullman, così chiamato perché scurito dallo sporco di catrame e nafta.
Il campo nero ha accolto importanti pezzi di storia del Rione: vi si svolgeva la famosa Festa Insieme, con gli stand gastronomici, la pista da ballo, la gare di tiro a segno e il luna park.
Sempre negli anni ’70 questo luogo è stato teatro di un’importante protesta di quartiere, nota come “la rivolta dei carretti”: poiché i pullman in manovra erano pericolosi, tanto che vi erano stati alcuni gravi incidenti dove purtroppo avevano perso al vita dei bambini che giocavano in quella zona perché non avevano altri ampi spazi a disposizione, gli Arcaroli si sono così attivati organizzando una vera e propria occupazione coi carretti dei pescatori. La manifestazione, molto sentita, è stata un avvenimento straordinario per il quartiere e ha segnato l’avvio d’importanti lotte sociali intraprese proprio nel rione.
Oggi il parcheggio è un comodo scambiatore molto usato dai lavoratori pendolari che devono raggiungere il centro.
Anche in passato questa zona era considerata “strategica” per la logistica del trasporto pubblico: nel 1881, infatti, nell’altro lato di via Marconi rispetto all’imbocco dell’asse attrezzato, nasceva l’Azienda dei Trasporti Pubblici con il tram a cavallo, poi elettrificata.
Per preservare la memoria di questo luogo, la comunità vorrebbe realizzare una mostra permanente nel Parcheggio sulla storia del campo nero e del gasometro.
 
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