Don Eugenio Del Bello, più conosciuto come “Doge” o il “prete pescatore”, è stato parroco agli Archi per mezzo secolo, presso la Chiesa del SS. Crocifisso.
Nato a Castelfidardo nel 1937 in una famiglia di operai, Doge scopre in giovane età la propria vocazione al sacerdozio. Così, dopo aver frequentato il Seminario minore di Ancona e il Seminario Regionale di Fano, dove supera con successo gli esami liceali e teologici, viene ordinato sacerdote il 24 giugno 1962 nella chiesa di Camerano.
Da lì a poco viene nominato viceparroco del defunto monsignor Giorgio Terruzzi presso la chiesa degli Archi, dove rimane sino alla fine dei suoi giorni.
Don Eugenio, dopo circa due anni di malattia, si spegne nel 2010.
Dopo essersi dedicato per diversi anni all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, Don Eugenio, prendendo esempio da San Paolo, per meglio comprendere e avvicinare gran parte della popolazione del suo quartiere dedita soprattutto alla pesca, decide di entrare con tutto se stesso nel mondo dei pescatori, dove svolge importanti e preziose mansioni sia a bordo che a terra.
A bordo del motopeschereccio sul quale era regolarmente imbarcato, s’infortuna.
Viene quindi assunto dalla locale Cooperativa Pescatori, scarica le casse di pesce al mercato ittico, svolge la funzione di astatore, si fa portavoce di bisogni e necessità del mondo della pesca e, quando l’età avanza, si occupa del rifornimento di carburante, senza mai venir meno alla sua attività pastorale e alla sua impegnativa azione di promozione umana a favore delle persone svantaggiate, soprattutto disabili.
Doge è stato un importante esempio per tutta la comunità, non solo quella religiosa.
Per questo il sogno condiviso è quello di poter dedicare al suo nome un luogo del quartiere. Nonostante lui, che poco amava stare al centro dell’attenzione, di fronte a questa proposta avrebbe detto: “ma lascé perde ‘ste robe, fe’ qualcos’altro”.
 
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