Le prime linee aeree commerciali in Italia vennero inaugurate nel 1926. Ancona si affermò ben presto come una tappa importante per lo sviluppo delle linee aeree internazionali che trovarono nel bacino Adriatico una base ideale.
Così già nel 1928 l’idrovolante CANT 22, interamente costruito in Italia, svolgeva la spola tra le due coste ad una velocità massima di 185 km orari trasportando 8 persone (più due uomini dell’equipaggio). Nel 1936 il MACCHI C94 (con 23 metri di apertura alare) poteva raggiungere i 290 km orari e trasportare sino a 12 passeggeri (più 3 persone di equipaggio). Al Macchi spetta anche il primato mondiale dell’epoca di altezza e velocità di volo su circuiti fissi.
Si diceva allora: “Da Ancona fai prima ad arrivà a Zara che a Falconara!”
La partenza dell’idrovolante avveniva tutti i giorni (escluse le domeniche) alle ore 12. Quando il cannone segnalava l’orario si avvistava l’idrovolante che percorreva la tratta Venezia-Trieste-Pola-Zara-Ancona. In quel momento tutto il porto si fermava. Tutti i natanti dovevano liberare lo spazio acqueo per dare la precedenza all’idrovolante nelle fasi di decollo e di ammarraggio.
L’idroscalo “Sanzio Andreoli”, che esisteva già dal 1923 per utilizzi esclusivamente militari, si trovava nello specchio d’acqua antistante il Lazzaretto, presso il molo Sud in prossimità dell’attuale scivolo della Cooperativa Pescatori. Nel 1933 ebbe un momento di gloria, quando diventò base di un distaccamento del Reparto di Alta Velocità della Regia Aeronautica.
È da questo idroscalo che è nata, come sua costola, l’attuale Aeroclub di Ancona, oggi situato a Falconara Marittima.
L’idrovolante che collegava Ancona e Zara, e quindi le Marche e la Dalmazia, è un simbolo vivo nella memoria dei cittadini di una relazione antica e forte tra le due sponde dell’Adriatico.
Una relazione secolare, che riporta alla memoria lo scultore Giorgio da Sebenico (figlio di Matteo da Zara, che ci ha lasciato i monumentali portali della Chiesa di San Francesco alle Scale e di Sant’Agostino), o ancora di Ciriaco Pizzecolli, geografo ed esploratore che ci ha fatto conoscere l’altra sponda. A questi grandi nomi si associano quelli di tantissime persone, mercanti, navigatori, sino agli esuli dalla Dalmazia e dell’Istria dopo l’ultima guerra.
Persone per le quali le due sponde erano, e per alcuni ancora sono, parte di un unico universo di vita.
Oggi ci sono diverse istituzioni cui spetta il compito di rinsaldare questi legami: il Forum della Città dell’Adriatico e dello Ionio, il Forum delle Camere di Commercio dell'Adriatico e dello Ionio, il Segretariato Adriatico e Ionico e il Forum delle Università Uni-Adrion. Istituzioni nate non solo con il desiderio di recuperare una millenaria tradizione di scambi culturali e commerciali, ma dalla consapevole necessità di mettersi in rete, di cooperare per creare un futuro di benessere per la grande comunità adriatica, basata sui valori di pace, di etica, e anche di salvaguardia ambientale.
Oggi più che mai si sente il bisogno di rimarcare il valore della relazione e dello scambio tra le diverse sponde dell’Adriatico, utilizzando simboli evocativi e forti come può essere quello dell’idrovolante.
Da ciò il desiderio di poter perpetuare il ricordo di questo pezzo di storia recente, non solo con la lapide esistente (deposta presso la vecchia Stazione Marittima, una localizzazione considerata poco significativa), ma anche con un segno artistico forte, magari un monumento nell’acqua che celebri e ricordi il valore di questo ponte di collegamento tra est e ovest, tra passato e futuro. A tale fine si potrebbe fare un concorso artistico tra Ancona e Zara per selezionare l’opera migliore.
Andrebbe inoltre aggiunta una nuova targa commemorativa in doppia lingua: italiano e croato.
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