La Scuola “Leonardo Da Vinci” si trova in un edificio storico dall’aspetto possente, l’ultimo palazzo con gli Archi di via Marconi, quello più vicino alla stazione FS.
Edificata nei primi del ‘900 ed inizialmente intitolata all’eroina anconetana Stamura (ancora celebrata in un bassorilievo posizionato nell’androne), la scuola è considerata da sempre la “culla” del quartiere perché intere generazioni di Arcaroli sono cresciuti lì.
Sventrata in parte dai bombardamenti del 1944 e rovinata dal terremoto del 1972, è sempre stata ricostruita secondo la struttura originale.
Oggi l’edificio accoglie una scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Posatora – Piano - Archi, ma fino agli anni ’80 ospitava le scuole medie.
La Comunità degli Archi, pur essendo molto legata affettivamente a questa scuola, ha una percezione lucida delle sue criticità: l’edificio è datato, angusto, si ha l’impressione che sia come infossato in mezzo al cemento, incastrato nella struttura urbanistica: davanti, la grande e trafficata via Marconi; di fianco, l’ingresso del cavalcavia; sul retro, il parcheggio coperto. Un’eredità antica se si pensa che l’edificio era stato costruito vicino a una fabbrica, l’ex officina del gas, a cui però non ha mai fatto seguito una progettualità nuova e lungimirante nemmeno dopo lo smantellamento dell’impianto.
Il risultato è che nella scuola manca un giardino, un ampio luogo attrezzato, l’unico spazio comune sono i grandi corridoi. Manca inoltre una palestra adeguata.
Una soluzione utile al quartiere potrebbe essere lo spostamento dell’attuale scuola “Da Vinci” presso le “De Bosis”, ossia le vecchie elementari, situate in via Marchetti e attualmente occupate dal CAG, il Centro di Aggregazione Giovanile, una struttura forse più adatta perché più ampia e con un bel giardino recintato.
Tra le peculiarità di questa scuola di quartiere, c’è il clima interculturale, riconosciuto come una ricchezza, un valore aggiunto, nonostante da qualche anno sia a rischio l’attivazione continua di nuove classi prime a causa dell’iscrizione presso altre scuole di molti bambini del rione.
Tuttavia, come sottolineano le docenti, davvero molto stimate nel quartiere, la ricchezza dell’interculturalità dona vantaggi ai giovani studenti perché offre possibilità di sperimentazione didattica. Del resto il clima interculturale è da sempre un elemento caratterizzante del quartiere e della scuola del rione, legato ai progressivi flussi d’immigrazione succedutisi nel corso degli anni. Sin dalla metà del ‘900, infatti, quando gli “stranieri” erano i figli dei pescatori civitanovesi, poi pugliesi e siciliani, la scuola è stata un luogo di relazione che ha permesso alle famiglie di integrarsi e fondare profonde amicizie.
Per proseguire questa “missione” in termini d’integrazione e valorizzazione dell’intercultura quale elemento di crescita e sviluppo, la comunità auspica un maggiore sostegno dell’amministrazione nella progettualità delle attività extra-scolastiche, per far sì che tutti i bambini possano accedere gratuitamente, senza barriere.
 
IL VIDEO:
 
powered by contentmap