Nel 2004 si costituisce legalmente ad Ancona l’associazione “Penelope-donne nella pesca”. L’associazione rappresenta le donne che a vario titolo operano nel mondo della pesca occupandosi principalmente di amministrazione e commercializzazione del pescato delle proprie imprese familiari.
L’associazione ha come scopo quello di veder riconosciuta l’importanza del ruolo sociale
delle donne in un ambito particolare quale è quello della pesca e favorire la ricerca di tutele e
garanzie per lo svolgimento delle attività inerenti a tale ruolo.
Vuole promuovere la conoscenza del mondo della pesca e delle sue tradizioni affinché non vadano perdute memorie che sono un patrimonio storico-sociale che ha ancora tanto da insegnare.
Vuole determinare nelle donne la consapevolezza della qualità del lavoro che si svolge, fino ad arrivare all’acquisizione del concetto di impresa offrendo loro una formazione sia per l’utilizzo di strumenti informatici atti ad ottimizzare il lavoro sia per la microimprenditorialità.
Intende mettersi in relazione con altre associazioni nazionali e transnazionali per uno scambio informativo che possa essere input di crescita culturale a livello europeo. A tale proposito l’associazione Penelope è stata promotrice della creazione di una rete tra associazioni di donne della pesca dei vari paesi europei.
La rete si chiama AKTEA ed è stata presentata ufficialmente nel maggio 2006 nell’ambito della Fiera Internazionale della Pesca di Ancona.
Aktea riunisce associazioni di 12 paesi europei. Penelope è il segmento italiano di Aktea.
Di tutte le donne, le cui associazioni sono confluite in Aktea, soltanto le italiane, le greche, le cipriote e le olandesi non hanno connotazione giuridica del loro ruolo, le altre hanno da molto tempo ottenuto il riconoscimento dello status di COLLABORATRICE DELL’IMPRESA ITTICA FAMILIARE.
Aktea promuove quindi il dibattito sulle pari opportunità fra donne impegnate nello stesso ambito.
Ottenere tutele e garanzie per il proprio lavoro, infatti, significherebbe per le donne della pesca uscire dal tunnel di un lavoro atipico e non considerato, crescere nella valenza socio- economica della propria attività, ottimizzare il proprio lavoro e quindi riappropriarsi del tempo per sé innalzando il livello qualitativo della propria vita.
Il mondo della pesca è un ambito conosciuto oltre che come settore di particolare produttività, anche per una sua specifica connotazione al maschile.
Le donne in realtà sono state sempre una presenza costante ma silente, con nessuna visibilità e tantomeno riconoscimenti e tutele per il loro ruolo di collaboratrici dell’impresa ittica familiare.
Nell’ambito delle imprese di pesca familiari, in Italia, sono spessissimo le donne a svolgere le mansioni di terra che queste imprese richiedono: commercializzazione del pescato, amministrazione, svolgimento delle pratiche burocrati- che, rapporti con i cantieri e con le cooperative di servizi e le Capitanerie.
Questo avviene poiché gli uomini sono impegnati in mare per quasi tutta la settimana e sono perciò impossibilitati a pensare anche a questa parte a terra del loro lavoro.
Infatti una caratteristica peculiare della pesca di molte zone costiere italiane, tranne alcune marinerie del sud Italia, è che gli armatori lavorano attivamente sulle proprie imbarcazioni come comandanti.
Ruotano intorno al mondo della pesca poi, le donne impiegate nelle cooperative, nei mercati ittici, nei sindacati di categoria e le biologhe.
 
Le Donne della pesca…
Ad Ancona e nelle marinerie vicine il lavoro delle donne si svolge a partire prima dell’alba, le due della notte, quando le barche attraccano al porto per scaricare il pescato. Le donne caricano le casse del pesce sui loro mezzi e lo portano al mercato ittico e spesso sono costrette a ricercare mercati più propizi anche a 100 km di distanaza.
A fine vendita, si torna a casa per il lavoro di cura familiare e poi si torna a seguire l’amministrazione e la parte burocratica dell’impresa.
Come si evince, il ruolo femminile è quindi estremamente importante e faticoso. Riconoscere questo ruolo connotandolo come attività di collaborazione favorirebbe il processo di autodeterminazione delle donne stesse rendendole capaci di valorizzare il loro lavoro e di ritagliarsi uno spazio decisionale più ampio dell’attuale e più corrispondente alle responsabilità sostenute.
Le altre attività dell’Associazione:
Le attività svolte dall’Associazione Penelope sono tutte volte al miglioramento della qualità di vita e del lavoro delle donne impegnate nel mondo della pesca.
Tra queste:
  • corsi di informatica per l’apprendimento di strumenti tecnologici capaci di ottimizzar il lavoro;
  • corso di management per l’autonomia nella gestione amministrativa;
  • iniziative a carattere ludico-culturale e collaborazioni con l’Amministrazione Comunale e le Scuole per progetti educativi;
  • partecipazione a varie iniziative per diffondere la conoscenza delle attività peschereccie e la cultura del pescato locale.
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