Il rione degli Archi sorse a partire dagli ultimi decenni del ‘700 sulla pianura alla base delle pendici sud-occidentali del colle Astagno, come una delle prime espansioni di Ancona al di fuori dalle mura.
Le premesse alla nascita del nuovo quartiere furono due: la realizzazione all'interno del porto del nuovo e insulare Lazzaretto progettato da Vanvitelli e la necessità di dotare la città di un nuovo e più comodo accesso, per evitare la precipitosa discesa lungo l'attuale via Cialdini.
Nelle mura, proprio di fronte al Lazzaretto, fu aperta così Porta Pia, nuovo ingresso monumentale alla città, e fu tracciata la nuova ampia via di accesso ad Ancona su un interramento a mare. Lungo la nuova strada (oggi chiamata via Marconi) sorse presto Borgo Pio, detto così in onore del papa allora regnante Pio VI, che aveva promosso i lavori.
Nel 1789, lungo la via principale, si iniziò la costruzione della lunga fila di palazzi porticati che ancor oggi caratterizza il rione; il borgo venne così presto denominato rione degli Archi; all'epoca infatti non c'erano altri portici in città, e la loro presenza colpì l'immaginazione popolare.
Sull'altro lato rispetto ai portici venne realizzato nel 1847 un grandioso viale affacciato sul mare, con quattro filari di alberi. Dal viale si accedeva ad alcuni stabilimenti balneari, i primi di Ancona. Dopo il 1860, fu costruito nel rione un grande gasometro per fornire di gas illuminante i lampioni di tutta la città; rimasto come testimonianza di archeologia industriale fino agli anni ottanta, fu inopinatamente abbattuto per realizzare un parcheggio scambiatore multipiano.
Gli Archi sono uno dei rioni anconitani dal carattere più marcato, e ben delimitati sono anche i suoi confini: Porta Pia, le rupi degli Archi e, fino agli anni venti, il passaggio a livello sulla linea ferroviaria Adriatica poi sostituito da un cavalcavia corrispondente all'odierno Piazzale Italia.
Nel corso degli anni la necessità di ampliare la zona ferroviaria con nuovi interramenti a mare portò alla chiusura degli stabilimenti balneari e alla eliminazione del viale, sostituito da una serie di palazzi davanti ai quali è rimasto un unico filare di platani.

Ora gli Archi sono un tipico quartiere portuale, animatissimo e popolare, abitato in prevalenza da pescatori e da altri lavoratori marittimi. Si sente vicina la presenza del Mandracchio, ossia la parte del porto che ospita i pescherecci. La via principale è sempre Via Marconi (detta anche via degli Archi) e il centro del rione è Piazza del Crocifisso, ombreggiata da platani e sempre affollata di bambini che giocano. Negli ultimi anni agli Archi si sono stabiliti numerosi cittadini stranieri che spesso, ma non sempre, trovano lavoro nel settore della pesca. L'integrazione è in generale ben riuscita, e ciò ha reso l'atmosfera del rione cosmopolita e variopinta, come testimonia la presenza di numerosi esercizi commerciali esotici.

Gli abitanti del rione degli Archi si chiamano arcaroli.