La cooperativa nasce nel 1941, in tempo di guerra, come unione societaria tra armatori, “caratisti”, ossia pescatori proprietari di una quota di peschereccio (i “carati” dell’imbarcazione erano spesso divisi tra più fratelli), e pescatori non proprietari, purché impiegati a bordo di un peschereccio associato.
L’intento era quello di aiutare tutti gli iscritti nella vendita del pescato che, durante la guerra, non poteva essere venduto al dettaglio, ma “andava all’ammasso”, veniva cioè accumulato e poi distribuito alla popolazione secondo razione, tramite la tessera.
Dal dopoguerra la cooperativa ha via via ampliato la gamma di servizi offerti. Tra questi, il rifornimento di bordo di carburante, generi alimentari, acqua, attrezzatura nautica, ghiaccio; o ancora la tintoria per le reti in fibra cotone (che con l’acqua salata tendevano a marcire, problema in parte risolto con la successiva introduzione della fibra di nylon, molto più durevole), oltre naturalmente all’adempimento di pratiche amministrative e contabili per le aziende di pesca, solitamente a conduzione familiare.
La cooperativa conta circa 300 associati. Dalle sue costole è successivamente nato il Consorzio Pesca, che offre servizi commerciali e distributivi per lo smercio più semplice e redditizio del pescato, e l’Associazione Produttori Pesca, specializzata nella commercializzazione in ambito europeo.
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