Negli anni ’60 ad Ancona il sistema della pesca era già strutturato in maniera complessa, efficiente e funzionale. La sua importanza, riconosciuta in ambito nazionale, era dovuta a diversi fattori: il gran numero di motopescherecci; la presenza di numerose strutture di servizio, come il mercato ittico all’ingrosso; lo stretto legame con gli enti e le istituzioni del settore, come la capitaneria di porto, il sindacato pescatori, le associazione di armatori e caratisti, la cooperativa, ecc., impegnate anche nell’erogazione di numerosi servizi di bordo come il rifornimento di carburante e di olio.
In questo sistema funzionale erano compresi anche i cantieri navali, gli scali da alaggio, le officine meccaniche per le riparazioni e la manutenzione dei motori o delle altre apparecchiature di bordo, nonché un importante numero di addetti alla distribuzione del pescato sia all’ingrosso che al dettaglio, senza dimenticare la scuola marittima per la preparazione dei gradi marittimi alla pesca (capobarca, marinaio autorizzato, padrone marittimo, motoristi e meccanici navali, ecc).
Nel 1968, il Ministero della Marina Mercantile e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), valutata l’importanza di questa base peschereccia nella città dorica, decisero di creare proprio ad Ancona una struttura impegnata nella ricerca scientifica e tecnologica delle attività marinare. Venne quindi inaugurato il Laboratorio di Tecnologia della Pesca del CNR, diventato successivamente IRPEM – Istituto Ricerche Pesca Marittima e poi, ancora, ISMAR – Istituto Scienze Marittime.
Questa branca del CNR si compone di vari reparti di ricerca, specializzati rispettivamente nella biologia marina, nelle apparecchiature tecnologiche (radar, sonar, ecc) e nella tecnologia delle reti da pesca. Dispone inoltre di una nave da ricerca che effettua prelievi di studio nell’Adriatico e nel Mediterraneo, e di una nave minore per le ricerche costiere, oltre che di una foresteria che accoglie ricercatori provenienti da tutto il mondo.
L’ISMAR è inoltre impegnato nella ricerca biologica per la salvaguardia ecologica del mare, per preservarne la salubrità, la sanità, la produttività.
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