La ZIPA nasce come Zona Industriale del Porto di Ancona, successivamente diventata della Provincia di Ancona (l’acronimo è quindi rimasto invariato).
Questa vasta area attrezzata, sorta su una fetta di mare che è stata progressivamente interrata anche con le macerie dei bombardamenti della II Guerra Mondiale, si è sviluppata negli anni grazie alla lottizzazione del porto e della creazione di infrastrutture di servizio.
L’area raccoglieva in principio le attività industriali legate al mondo marittimo, della pesca e della navigazione. Col tempo però si è verificato un ampliamento delle attività economico-produttive che oggi non sono più legate al solo settore marittimo.
La ZIPA attualmente accoglie cantieri, officine, falegnamerie, ingrossi, attività di commercio e servizio di vario genere, collegati da anelli e raccordi di strade e superstrade, binari e cavalcavia.
L’area accoglie anche l’accesso, verso nord, a Marina Dorica. È questa oggi una realtà importante, voluta prima di tutti dall’Ancona Yacht Club, un gruppo di amici appassionati di nautica che dagli anni ‘50 si è posto l’obiettivo di realizzare un approdo per i diportisti. Oggi Marina Dorica è dotata di 1280 posti barca in acqua e di un’esclusiva club-house che ospita i numerosi soci e le manifestazioni organizzate dal Club.
La ZIPA è dunque un punto nevralgico molto importante per l’economia del quartiere e della città, per il quale la comunità esprime il desiderio di una riqualificazione complessiva.
La crisi economica in atto, infatti, da qualche anno sta determinando un sovraffollamento di locali sfitti e vuoti, una condizione che favorisce purtroppo un diffuso stato di degrado.
Poiché le previsioni dei piani urbanistici sono rimaste ad ora tutte inattuate, si pone con urgenza il problema di una riorganizzazione funzionale di tutta l’area, in rapporto agli obiettivi di rilancio del porto e di un nuovo sviluppo della città.
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